Home page
[ Comunicati > precedente | Comunicato di lunedì 01 ott 2007 | successivo ]

Accordo Armonizzazione 3/07/2009

Mobilità lunga e Accordi 19/02/2007

Proposta rsu per Almaviva Green

PERCHE’ VOTEREMO NO

 

L’accordo del 23 luglio tra Governo e Cgil-Cisl-Uil non ci piace per ragioni di metodo e di merito.

 

Non lo condividiamo nel metodo perché:

  • La piattaforma rivendicativa non è stata votata, spesso neanche discussa e dunque non è stata pienamente condivisa da lavoratrici e lavoratori.
  • Durante la trattativa i sindacati non hanno organizzato la lotta a sostegno delle proprie rivendicazioni, accettando e subendo, per di più, atteggiamenti scorretti e ricattatori da parte della controparte.

 

Questo ha impedito di raggiungere un risultato accettabile.

Infatti non condividiamo l’accordo, anche nel merito, perché:

  • L’ammontare delle risorse destinate a interventi di redistribuzione del reddito (aumento delle pensioni minime e delle indennità di disoccupazione) è scarso rispetto a quanto destinato alla riduzione del debito pubblico (1,5 su 10 mld di extra gettito fiscale, pagato in primo luogo dai dipendenti pubblici e privati).
  • Gli interventi sul mercato del lavoro (lavoro a chiamata, interinale, a termine) non riducono e anzi talvolta incrementano, il lavoro precario che distrugge il futuro di tutti i giovani.
  • L’aumento dell’età pensionabile, indiscriminato e con tutele largamente insufficienti per i lavori usuranti, prosegue con degli “scalini” che, più razionali dello “scalone” previsto dalla legge Maroni, raggiungono però la stessa quota un anno prima (61+36 o 62+35 nel 2013). Scompare la separazione tra spese di previdenza e di assistenza, architrave della piattaforma perché unica misura in grado di smontare i presupposti dei ragionamenti di chi vuole abbattere le pensioni pubbliche.
  • La riduzione dei coefficienti abbasserà le pensioni dal 2010, mentre la promessa di pensionare i giovani col 60 % della retribuzione è un’illusione (se non un inganno).
  • La riduzione dei contributi pensionistici sugli straordinari e delle tasse sui premi di risultato aziendali, procurano un danno all’occupazione, all’equilibrio dei conti dell’Inps e al salario reale dei lavoratori e delle lavoratrici, in quanto si privilegia il salario variabile rispetto a quello certo del contratto nazionale.

 

Come delegati RSU avevamo chiesto al Governo “coerenza rispetto al programma con cui si è presentato alle elezioni” e a CGIL CISL UIL “di non accettare peggioramenti del sistema pensionistico e di sostenere con la lotta, se necessario, il documento unitario che fa da piattaforma per questa trattativa”.

Le parole d’ordine della piattaforma, “Garantire il potere d’acquisto delle pensioni, Ripristinare la flessibilità dell’età pensionabile, Abolire lo “scalone” della legge Maroni, Estendere diritti e tutele per i giovani, per i lavori precari, stagionali, saltuari e part time”, sono invece rimaste lettera morta.

 

Quindi, per mantenere viva una speranza di cambiamento, l’8, il 9 e il 10 Ottobre, noi voteremo NO.

 

RSU Finsiel-Almaviva; RSU TSF Roma; RSU Almaviva Finance Roma; R.Vassallo, C.Zanoni, C.Rubertà, U.D’Amato, C.Anesi (RSU A.F. Milano); D.Matarozzo (RSU A.F. Torino).

 

Ultim'ora:


Tutto il contenuto del sito è opera di RSU Almaviva. Contattateci se volete prelevare del materiale.
Idea grafica e realizzazione tecnica a cura di Gianni Valenza.